«[…] Proust scrive pressapoco questo, che la nostra memoria è al di fuori di noi, in un soffio piovoso del tempo, nell’odore della prima esplosione dell’autunno eccetera. Aspetti della natura che rassicurano, nel loro ripetersi, sulla continuità nel tempo dell’individuo, sulla sua permanenza. A me – e forse a chiunque della mia epoca -, che ho ricordi legati a un tormentone estivo, a una cintura alla moda, a cose e oggetti destinati a scomparire, la memoria non fornisce alcuna prova della mia permanenza o della mia identità. Mi fa sentire e mi conferma la mia frammentazione e la mia storicità […]». (Annie Ernaux, “La vergogna”, L’orma editore)

Esistono libri che possono raccontarsi meglio se sostenuti da altri. Almeno nell’ottica di Ork. Così, a breve, la sensualità e la forza vitale e matura della Ernaux porteranno aria nella casa di una giovane siciliana alle prese con la sua femminilità e il tempo di diventare adulta (Nutrimenti Edizioni). Aspettateci! Intanto, Buon Primo Maggio!

di
“I desideri inespressi”, inchiostro di china su carta, Mork.

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