«[…] La notte in cui Paolo Lunare fece la sua prima passeggiata con i morti che frequentavano l’isolato di casa sua era una notte inaspettatamente fredda: l’autunno, alla fine, si era preso una volta per tutte quella lunga e torrida estate. Per questo, con la torcia accesa nella mano destra, Paolo sentiva inconsciamente il senso della fine di un ciclo, di una stagione, proprio mentre poteva osservare con i propri occhi il ripetersi ossessivo delle vita nella morte e cominciava a nutrire il timore che tutto fosse immobile e immutabile […]». (C. Chiapparino, “La meravigliosa lampada di Paolo Lunare”, TerraRossa Edizioni)


Riprendiamo il cammino e lo facciamo con un autore che sa toccare il cuore di Ork. Forse, in compagnia femminile. Forse, da solo. Ché questa storia semplice ha tanto da dirci. A breve.

Angelus di Millet
“Racconto”, acrilico su carta, Mork.

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