Principio d’anno e prossimi viaggi.

Principio di anno turbolento, il nostro. Tra intralci al sogno e una realtà che delude scegliamo di aggrapparci a ciò che diverge dalla norma e diffonderlo. Così il pianeta Ork si prepara a una prossima discesa sulla Terra, in primavera. E non saremo soli.

Sarà un’unione speciale di forze, artistiche e musicali.

Nell’attesa di definirne i dettagli, valutiamo i prossimi viaggi da condividere. Un disco scelto al Perditempo – Libri, vini e vinili (via San Pietro a Majella, 8, Napoli) sarà l’imminente tappa. Quanto ai libri, ci stiamo girando intorno. E qualcosa dalla sfera del pianeta uscirà.

Stay tuned.

Mork & Mindy

Fiabe dalla Grecia: il nostro speciale augurio di buon anno.

Ci siamo chiesti con cosa congedarci prima delle prossime festività natalizie. Francamente non è affatto facile trovare qualcosa che sia in grado di attivare la spinta necessaria per portare qui il nostro pensiero, ma il blog abbiamo deciso di tenerlo in vita, seppure tra difficoltà e fragilità.

In realtà, a ben guardare, qualcosa ci sarebbe. Non appartiene il più delle volte alla contemporaneità ed è spesso di tale portata da non potere occupare la pagina di un blog senza incorrere in cadute grossolane, per natura dello spazio, per lacune dello scrivente, per autogiustificazione del testo medesimo che non necessita di altro che non sia la parola vergine.

Allora, abbiamo scelto di augurarvi una buona fine e un buon principio con una insolita raccolta di fiabe dalla Grecia (Aiora libri), l’apertura di uno squarcio, ponderato per scelta e illuminante per efficacia immaginativa, su un patrimonio che accomuna e diversifica questo speciale spazio di mondo dal resto. Ci pare il gesto semplice e ricco con cui lasciare questo anno. Perché, se c’è un senso di ciclicità, quello appartiene alla cultura greca. E non c’è augurio migliore che riprendere spezzoni del mito o del passato declinato anche nella forma fiabesca, per ridare Anima a questo tempo incupito dall’incapacità di sognare.

A prestissimo!

Prossime tappe: coordinate di viaggio.

Perdonate l’assenza prolungata, dovuta all’urgenza di fare fronte a delle priorità esistenziali, di fronte alla quali il tempo da dedicare a questo spazio DEVE necessariamente comprimersi. In fondo, i nostri nonni, ad esempio, già si stupivano del sostegno psicologico dei loro nipoti, loro che la guerra l’avevano vissuta e sapevano che occorre prima vivere per poi entrarne nella complessità. E l’ordine si sta lentamente (?) invertendo con ritorni inimmaginabili a ciò che è basilare. Confidando in orizzonti futuri di più ampie possibilità di intervento, saremo a brevissimo di nuovo qui, per raccontare il nostro concerto dei Cure a Bologna nella notte di Halloween e un piccolo libro che è riuscito a risollevare in noi l’interesse sopito per la letteratura contemporanea. Ché si fa un gran parlare di nuovo e cambio di rotta, ma di qualcosa che lo sia davvero e conservi l’Anima, in giro, c’è davvero molto poco, nonostante gli entusiasmi iniziali, inclusi i nostri.

Stay tuned.

31 ottobre 2022: ripartenze di Ork e arrivo dei Cure a Bologna.

Così, il 31 ottobre, nel giorno dell’arrivo dei Cure a Bologna, la mostra di Mork si è chiusa. Lasciamo qualche immagine preceduta dall’introduzione di chi quelle opere ha creato tracciando un vero e proprio percorso. Umano prima che artistico. E, intanto, torniamo su Ork nell’attesa del prossimo giro. Mentre i Cure ci insegnano che esiste sempre un diverso modo di scendere nel proprio abisso e risalire con un carico nuovo rispetto al precedente viaggio, facciamo tesoro delle nostre cadute. Per portarle sulla Terra in altre forme. Al prossimo step. Verso altra bellezza.

Grazie a tutti coloro che sono passati.

Grazie al Dipartimento di Storia Culture Civiltà – Università di Bologna.

“Ecce homo”(Omaggio al professore Giovanni Greco), pastello su carta, 2020.
“Rosanna nell’alto dei cieli”, acrilico su tela, 1993.
“La soluzione”, olio su tela, 2019.
“L’ombra di Giada si proietta su un sofà cannibale”, olio su tela, 2014.
“Grattacieli”, olio su tela, 2015.
“Silenzio”, olio su tela, 2020.
“La voce del vento”, olio su tela, 2022.

San Giovanni in Mork: arte, storia e politica.

Ieri, mentre il mondo manifestava prepotentemente la sua discesa verso l’inferno su più fronti, nello spazio aperto del chiostro del Dipartimento di Storia dell’Università di Bologna, in San Giovanni in Monte, si parlava di Resistenza, di battaglie partigiane, di faticose ricostruzioni, di quella Costituzione per cui abbiamo lottato e che abbiamo fortemente voluto fosse la Carta per eccellenza in cui ritrovarsi tutti, oltre ogni divisione, dell’indignazione di fronte a una Sinistra che ha smesso di rappresentarci, mentre i valori che hanno accompagnato il percorso storico che ha condotto alla Libertà di questo Paese rimangono in cerca di uno spazio politico che li rianimi. Eppure questi, più forti di tutto, circolano, come ieri, non solo per merito delle nostre bocche, ma nel nostro riconoscerci, senza per questo confonderci, nel bisogno di superare elitarismi: lì uniti artigiani e docenti, artisti e impiegati, disoccupati e pensionati, in cerca ancora di una bellezza da condividere, ciascuno a modo proprio, a guardare quei giovani studenti intorno e a credere che potranno essere loro, ma con il nostro contributo, a ridare senso alla Storia.

Grazie al Dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’Università di Bologna, dove ieri pomeriggio abbiamo inaugurato la mostra di Mork.

Grazie a chi è venuto, ma soprattutto grazie a chi non si tirerà indietro di fronte alle urgenze che vivremo.

P.S. Il tempo di riprenderci dalle turbolenze e torneremo a parlare di diversità e libri e di tutto ciò che questo sistema respinge.